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mercoledì 17 maggio 2017

Ricollocamenti subito o niente 16 miliardi di conferimenti italiani all'UE

Intervento di Luigi Di Maio alla conferenza stampa al Parlamento europeo "#Migrantopoli: la chiamano ospitalità ma è solo business".

"L'82% dei migranti che arriva in Europa sbarca in Italia. Di questi migranti l'Italia si fa carico per il 98% della spesa. Noi italiani ci mettiamo quattro miliardi e mezzo di euro all'anno. L'Unione Europea solo 91 milioni di euro.

La rotta Mediterranea è un problema di tutta l'Unione Europea. E bisogna lavorare per chiudere la rotta del Mediterraneo.


Rivedi la conferenza stampa in diretta streaming con Laura Ferrara, Ignazio Corrao, Marco Valli e Luigi Di Maio:

In questi giorni tutti parlano di un rafforzamento dell'asse Franco-Tedesco. Bene, lavorino per chiudere la rotta mediterranea, come hanno chiuso altre rotte in passato.
Ma soprattutto inizino a dare sanzioni ai Paesi che non rispettano i ricollocamenti per quote. L'asse Franco-Tedesco venga in Sicilia a vedere l'emergenza che stiamo vivendo.

I partiti di Governo hanno favorito la mafia e i furbetti nel business dei migranti. È da Mafia Capitale che sappiamo che questo sistema andava riformato. Il fatto che il Governo Renzi e poi Gentiloni non abbiano mosso un dito dimostra la loro complicità. Servivano leggi per fermare la corruzione in questo ambito, non maggiori finanziamenti alle solite cooperative, alberghi e altre strutture private di accoglienza. Aspettare le sentenze definitive è una sciocchezza. Le inchieste ci hanno già lanciato un allarme e non possiamo aspettare 10 anni per agire.

Per noi si devono subito sospendere i finanziamenti ai privati che gestiscono l'accoglienza. A questi privati che fingono di fare accoglienza ma che in realtà fanno solo affari con i nostri soldi, non deve essere dato più un solo euro da domani.

Lasciamo finanziate solo le realtà gestite direttamente dallo Stato e se serve potenziamole. Dove mettiamo tutte quelle persone che sono in quei centri? Prima di tutto assumano una regia pubblica di gestione.
Ma da domani iniziamo subito i ricollocamenti e i rimpatri. L'Unione Europea sia seria. Noi faremo in modo da essere seri nella gestione dei fondi. Voi però sbloccate i ricollocamenti. Altrimenti smettiamo di darvi 16 miliardi di euro all'anno. E anche sulle ONG. Nessuna nave delle Ong dovrà più approdare nei porti europei se non esibiscono tutti i bilanci e accettano la presenza della polizia giudiziaria italiana a bordo durante le operazioni di sbarco.
I numeri degli sbarchi creano un'emergenza nazionale. Il caso ONG crea un problema di sicurezza nazionale. Tutte e due vanno affrontati subito. E non ci sono sentenze definitive da aspettare. Chiedo all'Europa se voglia darci una mano. Altrimenti faremo da soli. Con i 16 miliardi che gli diamo".

di Laura Ferrara, Ignazio Corrao e Marco Valli, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa

Il caso #Migrantopoli non è l'eccezione. Con Alfano al governo è la regola. Nel 2014, dopo una ispezione al Cara di Crotone, il MoVimento 5 Stelle aveva presentato un esposto alle autorità competenti e all'ex Ministro dell'Interno Angelino Alfano. Avevamo denunciato già tre anni fa il marcio che si nasconde dietro il business dell'accoglienza. I centri di accoglienza - il caso Crotone con 68 arresti è solo l'ultimo - sono una gallina dalle uova d'oro per chi li gestisce e anche per mafia e 'ndrangheta. Alfano sapeva tutto, lo avevamo informato.

FOTO. Ecco l'esposto sul centro di accoglienza di Crotone che Laura Ferrara aveva inviato ad Angelino Alfano il 9 novembre 2014. SCARICA L'ESPOSTO.







Non può essere lui, da Ministro degli Esteri, a gestire l'emergenza senza fine dei migranti. Non può essere lui a farsi rispettare dai Paesi europei e dai Paesi di transito dei migranti. Chi ha strizzato l'occhio a questo sistema marcio non ha più credibilità e deve lasciare la poltrona. Persino uno studio (redatto dai tecnici, non dai politici) del Parlamento europeo certifica il suo fallimento nella gestione dei migranti dicendo che con lui l'Italia ha mostrato: "impreparazione, mancanza di coordinamento, disorganizzazione, ritardi, burocrazia e in qualche caso pure malafede".

Il business dei migranti costa ai cittadini italiani quasi 5 miliardi di euro l'anno. La quota cofinanziata dall'Unione europea è circa il 10% del totale, il resto arriva dalle tasche dei cittadini. Sono gli italiani stessi a foraggiare il business dell'immigrazione. Pretendiamo trasparenza nell'uso di tutti questi soldi. La stessa trasparenza la chiediamo alle ONG impegnate nel salvataggio delle vite umane nel Mar Mediterraneo. Dopo i dubbi sul loro operato sollevati da Frontex e dalle procure di Catania e Trapani, abbiamo chiesto e ottenuto una audizione al Parlamento europeo. Ascolteremo le ONG e faremo di tutto per fornire alla magistratura gli strumenti giuridici e investigativi per combattere al meglio la mafia che si cela dietro gli sbarchi e chi, anche indirettamente, la facilita.

Per combattere questa bisogna, però, partire dalla radice del problema: il regolamento di Dublino che obbliga il primo Stato di approdo a trattare la domanda del permesso di soggiorno del migrate. Al Parlamento europeo abbiamo proposto 67 emendamenti di modifica del Regolamento che prevedono sanzioni immediate ai Paesi che non accolgono i migranti e un meccanismo di ricollocazione obbligatorio fra Stati membri. Quello attuale è un fallimento totale: finora sono stati ricollocati appena 5.711 richiedenti asilo sui 35 mila promessi dall'Europa, appena il 16% di tutti quelli che dovrebbero lasciare il nostro Paese entro settembre. I partiti hanno fallito. È arrivato il momento di mandarli a casa.

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