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giovedì 4 maggio 2017

In Francia un voto a favore o contro il Globalismo che ha innescato l'Austerità made in U.E.


di Michele De Feudis

Descrive Emmanuel Macron come “un algoritmo”, un politico dal carattere fragile, “manipolabile e incapace di decisioni” e rileva che Marine Le Pen nel secondo turno ha poche chance, ma potrebbe sorprendere trasformando la sfida in “un referendum pro o contro la globalizzazione”. Alain de Benoist, filosofo e fondatore della Nouvelle Droite, il più influente pensatore dell’area identitaria europea, ha commentato sul periodico bretone “Breizh-info” il primo turno della corsa per l’Eliseo.




Per il direttore della rivista “Nouvelle École“, “Macron è l’uomo del mondialismo, dei flussi migratori e della precarietà universale” e segna una svolta del mondo capitalista che ha scelto di difendere il proprio orizzonte con un esponente “interno”, “uno di loro”, invece di esercitare come in passato la delega verso un leader dei partiti tradizionali.



L’analisi sulle potenzialità della piattaforma “Marine presidente” è realista: “Le chance della Le Pen nel secondo turno sono a priori piuttosto basse, dal momento che tutti i sondaggi la indicano come sconfitta”. Tuttavia anche se “i principali concorrenti hanno formulato un invito a votare per Macron”, “non è automatico che le indicazioni siano seguite da tutti gli elettori”. Da qui l’opportunità per la candidata sovranista, già apparentata con il post-gollista Nicolas Dupont-Aignan e sensibile ai temi dell’area ecologista: “L’unica possibilità di vincere verrebbe dal far comprendere alla maggioranza dei francesi che il secondo turno non sarà un voto a favore o contro il Fronte Nazionale, ma un referendum pro o contro globalizzazione”.

In merito all’exploit del candidato della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon, de Benoist ritiene che sia stato fondato su una svolta lessicale: “Ha iniziato a salire nei sondaggi non appena non ha più parlato della “sinistra” nei comizi ma di “popolo”. E’ dettaglio rivelatore”.

De Benoist considera superata la vecchia distinzione destra-sinistra: “Macron e la Le Pen hanno in comune il cavalcare la stanchezza popolare” per tutto ciò che rappresenta “il sistema”. “L’asse sinistra-destra è stato sostituito – puntualizza – da una contrapposizione tra chi è in alto e chi in basso. Le persone contro le élite, il popolo contro i potenti”.

Infine il pensatore anti-mondialista evidenzia come la contrapposizione tra la leader nazionalpopulista e il candidato di En Marche! fotografi l’opposizione tra la “France périphérique”, “le classi lavoratrici umiliate, ignorate, che si sentono giustamente vittime un’esclusione in campo politico, sociale e culturale, e i francesi delle città urbanizzate, dove vivono le classi elevate e i “bobo”, che approfittano della globalizzazione e aspirano a ulteriori aperture”. Lo scenario è per il filosofo in divenire e inquadra “una opposizione spaziale”, per certi versi anche di classe, dietro cui si cela lo scontro tra una “visione universalista che non crede né nello Stato né nella nazionale” e una alternativa “sovranista che vuole ripristinare i confini statali e il senso di comunità dopo le devastazioni della globalizzazione”.

Fonte: Barbadillo

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