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sabato 6 maggio 2017

Emmanuel Macron, spuntano le carte del suo conto nel paradiso fiscale


di Paolo Becchi

Quando Marine Le Pen durante il dibattito per le presidenziali si è rivolta ironicamente contro Macron chiedendosi se questi potesse avere o meno un conto alle Bahamas, il candidato di En Marche! ha minacciato di sporgere immediatamente querela, circostanza avvenuta proprio ieri. La procura di Parigi ora procederà formalmente alle indagini contro la Le Pen per appurare se ci sono i presupposti per la diffamazione contro Macron. Ma la questione non potrebbe esaurirsi solo alle schermaglie legali tra i due.




Proprio ieri il blog americano Zero Hedge pubblicava dei documenti che riportano come Emmanuel Macron abbia fondato una società offshore il 4 maggio del 2012 nell' isola di Navis nel mar dei Caraibi.

Al momento l' autenticità dei documenti non è stata messa in discussione e non è stato provato che si tratti di un falso. I fatti sono questi: Macron nel 2012 decide di costituire una società offshore LLC chiamata «La Providence», che porta lo stesso nome del liceo di Amiens frequentato da Macron dove conobbe la sua insegnante Brigitte Trogneux, oggi sua moglie.


La tipologia di società LLC deriva dal diritto statunitense e l' acronimo sta per Limited Liability Company, un tipo di società ibrida che presenta molti vantaggi per i soci membri, dal momento che questi non sono direttamente responsabili per i debiti della società stessa. Le LLC vengono spesso utilizzate nel diritto statunitense per evitare di pagare una doppia tassazione sui dividendi delle società e sul reddito personale degli investitori, perché con questo tipo di società i suoi profitti si identificano direttamente con i redditi personali dei soci membri.

La tipologia dell' offshore invece viene scelta generalmente perché consente di operare in base alle leggi di uno stato estero, ma al di fuori del territorio dove la società è stata registrata. In questo modo si prendono tutti i benefici in termini di riduzione delle imposte e di riservatezza sulle attività a volte poco trasparenti che conducono queste società perché gli Stati che ne consentono l' utilizzo sono molto spesso dei paradisi fiscali. È il caso di Nevis, il luogo secondo i documenti scelto da Macron per impiantare questo tipo di attività. Nevis è una piccola isola nel mar dei Caraibi che ha ottenuto l' indipendenza dal Regno Unito nel 1983. Appartiene ancora al Commonwealth ed ha un proprio governo autonomo, ma è soprattutto famosa per il suo status di paradiso fiscale.

Secondo il sito egi-offshore com , specializzato in consulenze giuridiche per la realizzazione di società offshore e anonime, Nevis è una tra le località preferite per aprire una offshore ed è anche presente sulla lista nera del ministero dell' economia italiano dei paradisi fiscali internazionali che favoriscono il fenomeno delle frodi fiscali. La piccola isola dei Caraibi offre una esenzione fiscale pari al 100% e garantisce l' anonimato e la riservatezza su tutte le società LLC operanti sotto la sua giurisdizione. Ma Macron non avrebbe solo sfruttato i vantaggi fiscali di Nevis.

Nei documenti trapelati su Zero Hedge, spunta una lettera della First Caribbean International Bank indirizzata alla LLC «La Providence», che prova una relazione di affari tra la banca con sede alle Barbados e la società di Macron. La First Caribbean International Bank era già finita sotto la lente dell' Internal Revenue service, l' agenzia federale statunitense dedicata alla riscossione delle imposte. Secondo l' IRS, dal 2004 al 2012, 129 cittadini americani hanno utilizzato la banca delle Barbados per trasferire decine di milioni di dollari di redditi non dichiarati, realizzando così una gigantesca frode ai danni del fisco USA.
La stessa banca era stata coinvolta nell' inchiesta sullo scandalo della corruzione degli agenti FIFA Warner e Blazer accusati di aver preso delle tangenti da 10 milioni di dollari per far assegnare i mondiali del 2010 al Sud Africa. Un rappresentante della FCIB si era recato a New York per riscuotere un assegno da 250.000 dollari, parte delle tangenti pagate agli agenti FIFA, per poi versarlo successivamente in un conto alle Bahamas.

Se tutto questo fosse confermato, le dichiarazioni rilasciate da Macron alla Reuters sul fatto di non avere nessuna società offshore ai Caraibi sarebbero smentite clamorosamente da questi documenti.

fonte: Libero Quotidiano

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