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martedì 31 marzo 2015

"La permanenza nell'euro per un paese è più folle di tutti gli altri. Quel paese è l'Italia". Jacques Sapir

















La “necessità” di svalutazione interna di un 20% per colmare i gap con la Germania lascia all'Italia una sola via: l'uscita dall'euro

In un articolo sul suo blog RusseEurope, Jacques Sapir  misura “quanto sia folle cercare di fare un’Unione Monetaria senza meccanismi di trasferimenti, senza unione fiscale e senza unione sociale. Nella situazione attuale, solo un’uscita rapida dall’Euro puo’ risparmiare alle popolazioni dei tre Paesi, la Spagna, l’Italia e la Grecia, la continuazione della sofferenza e della disperazione che ne risultano”. 
In un sistema a moneta unica (un’Unione Monetaria) come l’Eurozona, scrive l'economista francese, i Paesi membri non si possono svalutare a vicenda, ma una svalutazione (o una valutazione) della moneta puo’ verificarsi solo tra l’insieme dell’Eurozona e il “resto del mondo”. Nel caso dell’Eurozona, scrive Sapir, il problema della relativa competitività dei Paesi è oggi un problema di primaria importanza.

La competitività relativa evolve, dalla data dell’entrata in vigore dell’UEM (1999) in funzione: 
1. Delle differenze nei ritmi di inflazione
2 . Delle differenze di produttività
3 . Delle differenze nella pressione fiscale sulle imprese, tranne nel caso in cui sia stata dichiarata un’Unione Fiscale
4 . Delle differenze nei tassi degli stipendi diretti e indiretti (comprese le prestazioni sociali), tranne nel caso in cui sia stata dichiarata un’Unione Sociale.
5. Dell’aumento in scala di tutta la produzione del Paese considerato rispetto all’economia dominante.

Grosso guaio a Francoforte: il bazooka si è inceppato

di Giuseppe Masala.

Solo un mese fa ci avevano presentato il Quantitative Easing della BCE, pronto a entrare in opera, come il provvedimento che avrebbe rivitalizzato l'economia europea. Alcuni economisti (generalmente appartenenti alla scuola marxista e più in generale a visioni eterodosse) avevano comunque avvisato che questo genere di operazione poteva rivelarsi come un mero salvataggio dei mercati finanziari (e delle istituzioni finanziarie che in esso operano) e che non avrebbe avuto comunque effetto sull'economia reale.
A pochi giorni dalla sua partenza queste considerazioni fuori dal coro rischiano però di essere considerate come visioni economiche assolutamente ottimiste. E questo è la stessa BCE a dircelo.
Il 27 Marzo i conti correnti di deposito della BCE (deposit facility) già erano in crescita e ammontavano alla considerevole cifra di 57,29miliardi di euro, mentre ad oggi ammontano alla cifra di 63,62 miliardi di euroDunque siamo di fronte ad una crescita quasi esponenziale che non è azzardato definire anomala.

La NATO marcia verso la Russia, senza avere idea di cosa l’aspetta…

“L’escalation del nemico, nella speranza di costringere la Russia ad arretrare, genererà … il primo attacco e la guerra totale, poiché la Russia sente che la sua vita ed esistenza sono minacciate dal nemico”.
Traduco questo pezzo con una certa inquietudine, e riosservo nel tempo e nella storia come il “pathos” religioso – monoteista-  favorisca fanatismo e la sua giustificazione positiva. Tuttavia, il pezzo ha a mio avviso delle note illuminanti che,  nel mainstream sarà ben difficile trovare…

icke- war just love it——————————
I politici americani in particolare e quelli europei in generale, sono tra i piu’ ignoranti stupidi, quando si tratta di qualcosa che è  oltre i loro confini. Quando si tratta poi della Russia, è un enigma avvolto nel mistero…ma solo perchè, cari lettori, nessuno si è mai dato pena di comprendere i Russi e il punto di vista dei Russi. 

lunedì 30 marzo 2015

L’esplosione della “classe esplosiva”

Uno spettro si aggira per l’Europa: è lo spettro del precariato. Ed è proprio attraverso la categoria concettuale del precariato, definita “classe esplosiva”, che si può comprendere il recente fenomeno italiano delle “coalizioni sociali”, ben lontano dai cartelli politico-elettorali della recente tradizione. Sottovalutarlo significa ignorarne la possibile esplosione. 

di Domenico Tambasco

Uno spettro si aggira per l’Europa: è lo spettro del precariato. 

Così potremmo esordire, parafrasando il noto incipit del “Manifesto del Partito Comunista”[1], per definire con una sintomatica espressione il recente sviluppo di “coalizioni sociali” che traggono la loro origine direttamente dal mondo del lavoro. 

È un fenomeno che risponde a dinamiche sociali articolate e profonde, di lungo momento, che solo uno sguardo superficiale può ridurre alla lista dei cartelli politico-elettorali; è il caso dunque di coglierne i profili, facendo riferimento a ciò che sta accadendo, negli ultimi mesi, proprio in Italia. 

Incredibile a dirsi –forse memore di una tradizione movimentista che affonda le sue radici ai tempi della Rivoluzione Francese – una delle prime categorie a mobilitarsi è stata proprio quella degli avvocati che, a colpi di “selfie” recanti lo slogan “Io non mi cancello”, ha dato vita ad una diffusa protesta contro la propria Cassa di Previdenza Forense. Protesta che si è rivolta in particolare contro il sistema dei “minimi contributivi” che prescindono dal reddito del singolo professionista e, soprattutto, contro l’approvazione di una norma dello schema di decreto ministeriale[2] che prevederebbe la “regolarità contributiva” quale requisito di permanenza nell’ordine professionale. Il che vorrebbe dire, in poche parole, penalizzare oltre il 40% dei professionisti oggi iscritti all’albo che dichiarano redditi rientranti addirittura nella soglia di esenzione dal contributo unificato per le cause di lavoro (ovverosia redditi inferiori ai 32.000,00 euro)[3] e che, ciononostante, si vedono recapitare annualmente richieste di pagamento di contributi minimi che sfiorano i 4.000,00 euro. 

domenica 29 marzo 2015

Ecco come fare il Reddito di Cittadinanza

Renzi studia! Il reddito di cittadinanza si può fare. Basta solo volerlo. E' un sogno non solo italiano, ma di tutti i cittadini europei.
Yannick Vanderborght è professore di Scienze Politiche all'Università Saint-Louis di Bruxelles e all'UCL di Louvain-la-Neuve. Recentemente ha scritto un libro "Il reddito minimo universale" che spiega come realizzare il reddito di cittadinanza in tutti i Paesi europei.
Laura Agea, portavoce del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo e membro della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali, lo ha intervistato.
Ascoltate cosa dice dell'Italia. E' assurdo!
Ecco cosa dovrebbe fare qualunque governante: togliere ai ricchi per dare ai poveri. Invertire la piramide sociale che vede il 2% della popolazione possedere il 98% della ricchezza mondiale. Il ceto medio è sparito. Colpa della crisi? No, colpa di questa politica che l'ha creata e di come l'ha mal governata.
Laura Agea sta studiando tutti i meccanismi e gli interventi politici possibili da fare in Europa che possano aiutare il Movimento 5 Stelle a realizzare in Italia un sogno: quello del

#redditodicittadinanza
"Non chiediamo la luna. Chiediamo diritti". (Laura Agea)




IL TUO DENARO, LA TUA VITA

DI GERARD CELENTE  informationclearinghouse.info

Non è mai accaduto niente di simile nella Storia del Mondo. Sotto gli occhi di tutti, e a spese di tutti, i governi continuano a razziare ingenti ricchezze per arricchire i responsabili dei più efferati crimini e nefandezze economico-finanziarie.
Prima c’era la TARP. Come pretesto per arginare le turbolenze nel mercato azionario dopo il collasso di Lehman Brothers nel settembre 2008, il presidente George W. Bush approvò solo un mese dopo il Troubled Asset Relief Program
Il piano permise al Tesoro degli Stati Uniti di assicurare $ 700 miliardi di dollari di "beni in difficoltà," un eufemismo che in realtà significa coprire le nefandezze finanziarie commesse dalle grandi banche e dai grandi speculatori di Wall Street.

sabato 28 marzo 2015

COSA E' SUCCESSO REALMENTE ?

DI ATTILIO FOLLIERO
umbvrei.blogspot.it


Un ennesimo incidente aereo in Europa. Il volo 9525 della compagnia tedesca Germanwings, operato mediante un aereo Airbus A320-200, che da Barcellana, in Spagna viaggiava a Düsseldorf, in Germania, alle ore 10:47 del 24 marzo 2015 si è schiantato in Francia, sulle Alpi di Provenza, in una zona impervia compresa tra le località di Prads-Haute-Bléone e Barcelonnette. Si trattava di un volo low cost ed è il primo incidente aereo con vittime di una compagnia low cost. Ovviamente l’incidente ci rattrista profondamente.

Tutti i media del mondo danno la colpa della tragedia al copilota Andreas Lubitz. Tutti i giornali titolano: “E’ stato lui!” È stato lui a far cadere l’Airbus 320, con 150 persone a bordo, 144 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio. La ricostruzione di come sarebbero andati i fatti è stata resa nota dal procuratore di Marsiglia, Brice Robin in una conferenza stampa. Prima di questa conferenza stampa, il New York Times aveva già rivelato che pochi minuti prima dello schianto uno dei due piloti era chiuso nella cabina e l’altro era fuori che cercava di entrare. Quella che per tutti è ormai la verità, potrebbe non esserlo o esserlo solo parzialmente. L’aereo decolla da Barcellona alle ore 10:01 (ora CET, ovvero l’orario dell’Europa Centrale, che include anche l’ora della Spagna, della Germania, della Francia ed anche dell’Italia), che corrisponde alle 9:01 ora UTC, ovvero il Tempo Coordinato Universale, derivato dal tempo medio di Greenwich. Il volo è partito in ritardo rispetto all’orario previsto, le 9:35 (ora CET). Alle 10:30 l’ultimo contatto accertato; alle 10:31 abbandona l’altitudine assegnata (38.000 piedi) e comincia una discesa di circa 17,8 metri al secondo. La torre di controllo cerca invano di contattare il pilota. Alle 10:36 dichiarano l’emergenza; si alza in volo un Mirage dall’aereoporto di Marsiglia e raggiunge lo spazio aereo in cui si trova l’airbus 320. Alle 10:47 lo schianto contro la montagna a 700 km all’ora. Questa la ricostruzione ufficiale, riportata anche da tutti i media.

UN TRAGICO ERRORE TRATTARE LA CINA COME UN NEMICO

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
telegraph.co.uk

La diplomazia pasticciata dell'Amministrazione Obama sta costringendo la Gran Bretagna e gli alleati più stretti a dover scegliere fra Stati Uniti e Cina. Gli Stati Uniti hanno gestito la loro diplomazia economica con una miopia sconcertante.

Il tentativo del Tesoro statunitense di paralizzare l'Asian Infrastructure Investment Bank [AIIB], prima ancora che questa “arrivi a terra”, è chiaramente intesa a scongiurare l’ascesa della Cina come superpotenza finanziaria rivale, quali che siano le faux-pieties di Washington riguardo gli standards di governo [di quel paese].

Questa politica è sbagliata ad ogni livello, dimostra quanto le cose possano andare per storto quando un Presidente azzoppato [Congresso e Senato a maggioranza repubblicana] deve sottoporre ai dilettanti del Congresso delicate questioni di geostrategia mondiale.Washington ha fatto infuriare la Gran Bretagna quando ha cercato di costringere Downing Street a boicottare il progetto.

venerdì 27 marzo 2015

PER UN PETROLIERE CHE SCENDE, UN GINO STRADA CHE SALE

Si scrive sicurezza energetica, si legge indipendenza energetica. D'ora in avanti, quando si useranno questi termini, bisognerà ricordare la battaglia vinta dal Movimento 5 Stelle Europa e dal portavoce Piernicola Pedicini. La Commissione Ambiente ha tirato una decisa spallata a quel commissario che più di altri, nel corso delle audizioni, aveva spaventato i cittadini europei per il suo mastodontico conflitto d'interesse: Arias Cañete.
Non solo energia, oggi è stato discusso anche un importante report sul virus Ebola. E' stata certamente una brutta giornata per le lobby farmaceutiche, dato che si è combattuto per scongiurare la possibilità di fare profitto sull'epidemia. Come nelle più classiche leggi sul contrappasso, poi, a sorridere di gusto sarà Emergency, che si vede riconosciuto a livello istituzionale il suo ruolo all'interno del contesto internazionale.

giovedì 26 marzo 2015

Radioattività e perdite all'oleodotto Eni che dalla Val d'Agri raggiunge Taranto

di Redazione Basilicata24

Mentre la Commissione Europea, in risposta ad una interrogazione del portavoce M5S Piernicola Pedicini, annuncia di aver avviato un’indagine sui reali impatti sanitari e ambientali del business estrattivo in Val d'Agri, sulla medesima questione la Regione Basilicata è un “porto delle nebbie”. Nell’ultima seduta di consiglio regionale si è avuta conferma dell’immobilismo e dell’inconcludenza della Giunta Pittella dinanzi alle sempre più pesanti e insostenibili ricadute dell’industria estrattiva: il petrolio per i lucani sembra essere sinonimo di progressivo impoverimento e di irreversibile inquinamento del territorio e delle risorse idriche. Nonostante ciò, in Regione Basilicata, il petrolio pare aver trovato un tetragono sostenitore: è l’assessore all’ambiente e alle infrastrutture, Aldo Berlinguer, il quale rispondendo alla nostra interrogazione sull’impiego di sorgenti radioattive (tecnica usuale nel fracking) presso i pozzi petroliferi di Corleto Perticara (Potenza) ha candidamente ammesso che la Regione Basilicata non ha ancora ricevuto informazioni in merito. Berlinguer ha anche confermato l’episodio della sonda “Baker Hughes” rimasta incastrata nel sottosuolo in agro di Corleto.

L'economia dell'infelicità

di Federica Forte
Credo che le domande non siano mai sbagliate; le risposte potrebbero esserlo. Ma credo anche che astenersi dal fare domande sia la risposta peggiore di tutte.
(Zygmunt Bauman)

Fin dagli albori della civiltà, l'uomo si è arrovellato il cervello con domande importanti - importanti perchè avevano a che fare con la sua esistenza, il suo io, ciò che di più caro possedeva - senza mai trovare una risposta univoca che, una volta per tutte, ponesse fine al tormento di vivere nell'incertezza, di continuare nell'esasperante ricerca di una risposta che fosse una, univoca e certa.
Fin da quando l'umanità ha memoria, l'uomo si è posto domande quali: "Che cos'è l'amore", "Che senso ha la vita, non solo la mia, ma quella dei milioni di individui che come me si ritrovano su questo pianeta?" "Che cos'è il dolore?", "Perchè soffriamo?", "Che cos'è la morte?". Tra l'altro, l'uomo ha una peculiarità. Tra tutte le specie viventi, è l'unico a sapere - fin dalla sua venuta al mondo - di essere destinato alla morte, una morte imprevedibile ma certa.
Di fronte alla brevità di un'esistenza segnata fin dall'inizio dal marchio della deperibilità, aumenta il desiderio di comprendere, di emergere dall'oscurità dell'ignoranza, di sapere. La storia ci ha consegnato le opere di menti straordinarie e riflessioni ancora oggi di indubbio valore, eppure molte delle questioni essenziali restano ancora un mistero per noi, desiderosi di conoscere. Il pianeta e la natura con le sue specie viventi non hanno più segreti.

In Italia non manca il lavoro ma la volontà di pagarlo: questo dietro la proposta di Poletti per le vacanze scolastiche Estive

da infoaut.org.

Giuliano Poletti ha trovato finalmente la priorità su cui il Ministro del lavoro del paese con uno dei più alti tassi di disoccupazione d'Europa dovrebbe concentrarsi. Durante un incontro "sul futuro dei giovani" organizzato dalla regione Toscana ha dichiarato, udite, udite, che gli studenti italiani fanno troppe vacanze: "un mese di vacanza va bene, ma non c'è obbligo di farne tre" ha dichiarato ad una folla in visibilio.
Potrebbe sembrare l'ennesima boutade di un classe politica che non smette mai di ascrivere la crisi a una questione di giovani pigri e bamboccioni troppo choosy per cogliere le innumerevoli opportunità che si presentono loro come frutti maturi. D'altra parte, poi, è davvero troppo pretendere, da parte di un ministro che prende fior di quattrini e fa la lezioncina ai giovani, di sapere che il tempo di presenza in classe nelle scuole secondarie italiane è tra i più alti d'Europa con 990 ore di presenza obbligatoria l'anno a fronte di una media UE di 882 ore... Ma, l'avevamo già segnalato, ilsottosegretariato alla supercazzola è sempre l'ufficio più importante di ogni ministero del governo renziano.

mercoledì 25 marzo 2015

La Commissione Europea, su interrogazione M5S, avvia un'indagine sull'inquinamento delle acque in Val d'Agri

LA COMMISSIONE EUROPEA AVVIA UN'‪#‎INDAGINE‬ SUI DANNI PRODOTTI DALLE ESTRAZIONI ALL'ACQUA FORNITA ALLA PUGLIA. LA NOTIZIA IN RISPOSTA AD UN'INTERROGAZIONE DELL'EURODEPUTATO DEL M5S PEDICINI

Rispondendo ad una interrogazione del portavoce eurodeputato Piernicola Pedicini, la Commissione europea ha comunicato che "ha avviato una procedura d'indagine e sta valutando ora le risposte fornite dalle autorità italiane" per verificare la situazione ambientale e sanitaria provocata dalle estrazioni petrolifere che si stanno effettuando in Val d'Agri (Basilicata), dov'è ubicato il più grande giacimento su terraferma d'Europa.
"Una volta terminata questa valutazione, - ha scritto nella risposta a Pedicini il commissario europeo per l'Ambiente Karmenu Vella - sarà stabilito il seguito appropriato".
Nell'interrogazione veniva evidenziato che "l'area interessata é attraversata da un parco nazionale ed é ricca di sorgenti sotterranee e bacini idrici, che forniscono acqua potabile e d'irrigazione in Basilicata e Puglia.

In Francia ha vinto il Partito antieuro ma giornali e Media italiani barano













Pubblicato in ELEZIONI&SONDAGGI da L'Euroscettico il 24 marzo, 2015


Si è conclusa la tornata elettorale in Francia, che ha visto il Front National di Marine Le Pen assestarsi al primo posto tra i partiti che hanno preso più voti. Ma in Italia la realtà ce la descrivono ben diversa.


Il risultato che ci presentano in Italia sulle elezioni tenutesi in Francia è questo: La coalizione di centrodestra, quella capeggiata da Sarkozy  (Ump-Udi-Ud) ha ottenuto il 28.75 % delle preferenze complessive, quella di centrosinistra il 21.85% (Ps-Prg- Ug) Il Front National si “ferma” al 25.19% dei voti complessivi. Ecco, è così che i giornali hanno presentato la notizia, facendo sembrare che in realtà l’effetto Le Pen si sia spento ancor prima di nascere e dando l’illusione che il partito più forte sia sempre quello pro euro. Ma, come abbiamo detto, è in realtà pura illusione mediatica. E vi spieghiamo il perché. Intanto bisogna dire che la coalizione di Sarkozy era formata da partiti di destra, il suo e da partiti di centro come l’Unione dei democratici ed indipendenti, quindi un’unione ibrida. Inoltre se andiamo a vedere nel dettaglio i voti presi dai singoli partiti eco che scopriamo il grande bluff mediatico.

Oggi, si può ancora lottare per un sogno?

di Miriam Cuccu

A chi pensa che ormai per questo paese allo sfascio non c'è speranza, che "ai miei tempi sì..." mentre oggi "non frega niente a nessuno", io inviterei a tornare a scuola per farsi due chiacchiere con i nostri studenti. Etichettati come la generazione del social, del tweet, delle app, ragazzi e ragazze oggi osservano questo mondo grigio e triste sbandierato sui tg e si fanno due conti. Pensano all'estero: Germania, Francia o forse l'America, chissà... tanto qui non c'è lavoro e se hai soldi bene sennò tanti saluti, soddisfazioni non ne avrai mai. E poi c'è questa mafia. Incolore, inodore, ormai ovunque, si prende le aziende, si compra politici e imprenditori con la forza del denaro liquido, ormai sempre più scarso nei circuiti legali della nostra economia.
Nel teatro di una scuola milanese gli studenti si interrogano, alzano la mano, si contestano a vicenda, cercano una soluzione. Gli italiani sono tutti mafiosi? Nel senso, mafiosi dentro? O è colpa della crisi, dello Stato che non c'è? E poi, questo Stato chi è davvero? Dov'è, cosa fa?
Infine, la domanda delle domande: cambiare è possibile? E come?

martedì 24 marzo 2015

Ecco un'intervista non manipolata di Beppe Grillo: fatta naturalmente da una televisione straniera

....poi tutto esploderà!!!!

di Giulietto Chiesa.

È in corso una rivoluzione in Europa. Una rivoluzione che modificherà quasi tutti i parametri del comportamento collettivo degli europei. Introdurrà cambiamenti radicali che saranno diversi tra di loro nella parte occidentale e in quella orientale, ma anche diversi tra di loro in ciascuna delle due parti. Non è escluso che la stessa costruzione dell'Unione Europea, come la osserviamo in questo momento, ne risulterà drasticamente colpita, perfino demolita.
Questo è il mio assunto, che cercherò di illustrare nei paragrafi che seguono. Ma dirò subito che sono esterrefatto dalla quasi completa cecitàche contraddistingue le classi dirigenti europee di fronte a fenomeni che a me paiono straordinariamente visibili, percepibili a occhio nudo, ma che esse ignorano con tanta pervicacia da indurmi a pensare che non li si voglia vedere. Che ne abbiano paura.
Diamo un'occhiata veloce, a volo d'uccello, alle ultime consultazioni politiche nazionali. Tra queste la più recente è stata quella paneuropea per l'elezione del Parlamento Europeo del 2014. Prendiamo i casi più eclatanti. In Gran Bretagna la tradizione pluridecennale del XX secolo è stata rovesciata completamente dai risultati elettorali. Dal bipartitismo classico che ha visto competere, da tempo immemorabile, due soli partiti, il Labour e i Tories, siamo arrivati all'improvviso (dopo il marginale apparire di un terzo partito intermedio, il liberale) all'apparizione di un partito del tutto nuovo. Il partito di Nigel Farage, l'UKIP, ha superato d'un balzo entrambi i partiti storici britannici e ha conquistato la maggioranza dei seggi di quel paese nel Parlamento Europeo, con il 27% dei voti. Diversi milioni di elettori britannici hanno d'un tratto cambiato partito e prospettiva politica. E il trend è in ulteriore sviluppo. Sebbene l'elezione del parlamento Europeo abbia caratteristiche particolari, le elezioni suppletive in diversi collegi nazionali per la Camera dei rappresentanti hanno portato nel parlamento nazionale esponenti dell'UKIP che hanno scalzato sia laburisti che conservatori. Dunque il cambio è profondo.

lunedì 23 marzo 2015

Il laureato emigrante: è l'Italia che " va " costato 23 miliardi

L'inchiesta. I nostri giovani studiano nelle scuole pubbliche fin dalle elementari. Poi trovano un posto in Germania, Regno Unito, Brasile. Uno spreco enorme nell'indifferenza

QE di Draghi, .....ma per chi?

di Christian Marazzi
Si è parlato molto in questi giorni di quantitative easing, altrimenti detto "allentamento quantitativo", ossia quella misura di creazione e iniezione di 60 miliardi di Euro al mese per i prossimi 19 mesi da parte della Bce.
Scopo di questa misura di politica monetaria non-convenzionale è quello di combattere il rischio di deflazione, sperando nel medesimo tempo di riaccendere il motore della crescita in Europa. Affinché questa strategia abbia qualche possibilità di successo è però indispensabile che la liquidità così creata arrivi nelle mani dei consumatori e delle imprese, così da poter rilanciare la domanda, sia di beni di consumo che di beni investimento.
Secondo alcuni economisti, questo programma della Bce rischia non solo di mancare il bersaglio, ma anche di aggravare le disuguaglianze che in questi anni di crisi si sono decisamente ampliate. Si parla di probabile "effetto Piketty" appunto per indicare, sulla base di quanto già successo in Inghilterra o negli Stati Uniti, l'aumento della ricchezza patrimoniale dell'1% della popolazione più ricca derivante dall'aumento dei valori dei titoli borsistici indotto da questa stessa creazione di liquidità. E con tassi di interesse prossimi allo zero e rendimenti addirittura negativi sui buoni del Tesoro, un'ulteriore e massiccia iniezione di liquidità non servirà a tirare l'economia europea fuori dalla stagnazione.

domenica 22 marzo 2015

Questa è il lavoro in Germania a cui Renzi si ispira........per distruggerci!!!

Il M5S unica sentinella per un paese pulito e giusto


Il Pd è peggio di Ncd. Non lo diciamo noi ma i fatti. E le intercettazioni. In una classifica degli affaristi e dei tangentari gli uomini di Renzi e Realacci riescono laddove quelli di Ncd incaricati dai potentissimi Incalza e Bonsignore hanno fallito.
Basta seguire i fatti.
Orte Mestre: l'inutile autostrada che attraverserà cinque regioni. È il progetto da 10 miliardi di euro il cui promotore è Vito Bonsignore, tra i fondatori di Ncd, finito nell'indagine della procura di Firenze per aver promesso a Incalza, arrestato lunedì, la direzione dei lavori per Stefano Perotti, anche lui in manette. Incalza si era impegnato a favorire la nascita del progetto.
Ebbene, brigano, insistono, urlano. Ma alla fine gli uomini di Ncd falliscono:nel decreto Destinazione Italia gli emendamenti che avrebbero modificato l'articolo 175 del codice degli appalti dando il via libera alla defiscalizzazione della Orte Mestre non passa.
Poi però arriva l'autunno e quella contestatissima e mostruosa legge che noi abbiamo chiamato Sfascia Italia scritta da Renzi e dal minsitro dell'Ambiente, guarda caso ex Udc come Bonsignore, oltre che da Lupi.
E cosa c'è all'articolo 2? Ma la defiscalizzazione della Orte Mestre!

L'offensiva economica delle potenze eurasiatiche

di Giuseppe Masala.

Mentre la crisi ucraina sta spingendo il blocco occidentale (NATO + UE) e la Russia in direzione di una nuova guerra fredda, assistiamo a una vera e propria offensiva economica da parte delle potenze eurasiatiche (Cina + Russia).
Un fenomeno questo non troppo analizzato dai nostri mass media, che passano la lente d'ingrandimento sulla singola operazione ma non sulla strategia complessiva.
Da un lato la Russia si concentra nella "reintegrazione" di quel che era lo spazio sovietico, sia con l'allargamento e approfondimento della "Unione Eurasiatica" (Russia, Bielorussia, Kazakistan e Armenia ), sia attraverso la firma di nuovi trattati di cooperazione. Solo in questi giorni abbiamo assistito alla firma di un trattato di "cooperazione e integrazione" tra Russia e Sud Ossezia (una delle due repubbliche ribelli resesi indipendenti dalla Georgia) e al vertice tra Putin e il presidente del Kirghizistan per discutere dell'entrata di questa nazione nell'Unione Eurasiatica.

sabato 21 marzo 2015

LA GUERRA DI WASHINGTON ALLA RUSSIA. SOLO MOSCA PUO' FERMARLI

DI MIKE WHITNEY
counterpunch.org

"Al fine di sopravvivere e conservare il suo ruolo di primo piano sulla scena internazionale, gli USA hanno bisogno disperatamente di immergere l’Eurasia nel caos, (e) per tagliare i legami economici tra l'Europa e della Regione Asia-Pacifico ... La Russia è l'unico Paese all'interno di questa potenziale zona di instabilità che è capace di resistenza. E 'l'unico stato che è pronto ad affrontare gli americani. Minare la volontà politica della Russia alla resistenza ... è un compito di vitale importanza per l'America ". Nikolai Starikov, Western Financial System Is Driving It to War, Russia Insider


"Il nostro primo obiettivo è quello di prevenire il riemergere di un nuovo rivale, sia sul territorio dell'ex Unione Sovietica che altrove, che rappresenti una minaccia dell'ordine di quella posta in precedenza da parte dell'Unione Sovietica. Questa è una considerazione dominante alla base della nuova strategia di difesa regionale e richiede che ci sforziamo di prevenire a qualsiasi potenza ostile di dominare una regione le cui risorse sarebbero, sotto il controllo consolidato, sufficienti a generare potenza globale ".

venerdì 20 marzo 2015

L'ETERNO RITORNO DELLA CRESCITA: ALCUNI GRAFICI CHE TV E PD NON VI POSSONO RACCONTARE

FONTE: SENZASOSTE.IT

Uno dei danni più grossi inferti dal renzismo a questo paese è la trasmissione dello spettacolo dell’economia a reti unificate. Insomma, la piattaforma mediale permanente della “ripresa”, della “ripartenza”, della “crescita” nella quale giornalisti, membri del governo, economisti e dati sembrano parlare tutti allo stesso modo.


Grafico

Si tratta della stessa televisione (o stampo siti internet o social media che importa) a reti unificate che racconta delle performance di Draghi che, con occhio benevolo verso l’Italia, favorisce l’economia nazione in un quadro, ci mancherebbe, di ripresa mondiale. Un danno alla democrazia grave eppure non avvertito.
Lo spettacolo della “ripresa”, oggi detto della “crescita”, va avanti da quando l’economia continentale è in declino. È dall’epoca delle prime crisi valutarie dell’eurozona, prima ancora che circolasse l’euro, che gli “esperti” vedono “segni di ripresa” sui “mercati” o “nell’economia” oppure negli “investitori istituzionali”. C’è da chiedersi come sia potutto accadere che un intero continente sia stato seppellito, per oltre tre lustri (per non parlare di prima della moneta unica) da un diluvio biblico di dati, previsioni, pronostici, affermazioni tutti a senso unico.

giovedì 19 marzo 2015

COME SI PUO’ DEBELLARE LA CORRUZIONE IN ITALIA ? L’HO CHIESTO A STALIN

di MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

Il presidente dell’associazione nazionale dei magistrati, Dottor Sabelli, ha detto che lo Stato accarezza i disonesti e schiaffeggia i magistrati. Il premier Renzi gli ha replicato che queste sono falsità.

Lo Stato in realtà non se la prende mai con i magistrati che abusano del loro potere a spese dei comuni cittadini onesti e dei comuni imprenditori, oppure per il proprio vantaggio personale o collettivo.

Lo Stato colpisce i magistrati (non sempre) che disturbano i ladri dell’alta burocrazia, della pubblica amministrazione e della politica. Ma lo Stato è obbligato a farle ciò, perché il consenso politico, la legittimazione al potere pubblico, in Italia, si basano sulla distribuzione del bottino di queste ruberie, che sono la struttura portante, quindi, delle istituzioni.

Perchè non convince la "coalizione sociale" di Landini

di Giorgio Cremaschi

Stando alle loro ultime note ufficiali, tra le due segreterie Cgil e FIOM, non ci dovrebbero essere disaccordi di fondo. Entrambe sostengono la linea uscita dall'ultimo direttivo nazionale della confederazione, la ricerca dell'unità con Cisl e Uil e una politica di alleanze sociali e politiche per contrastare il Jobs Act. La segreteria della FIOM rivendica con toni persino polemici il suo accordo con tutte le scelte della confederazione. E in effetti dalla conclusione del congresso nazionale del maggio scorso non c'è un solo atto importante della Cgil che non sia stato votato assieme da Camusso e Landini. Che per altro avevano iniziato il congresso con un documento comune pomposamente dichiarato come unitario, in quanto la nostra piccola opposizione non veniva neppure presa in considerazione.

mercoledì 18 marzo 2015

Noi siamo diversi, i politici rubano, noi restituiamo

Bugie contro la Grecia: quello che vorrebbero farti credere sul debito


Nonostante l'ingerenza e la pressione dei dirigenti dell'Unione europea (UE), il popolo greco ha deciso di prendere in mano con coraggio il proprio destino e farla finita con le politiche di austerità, che hanno sprofondato il paese nella miseria e nella recessione. Nei paesi vittime della trojka [ribattezzata ora "Istituzioni europee"], ma anche in numerosi altri paesi europei, la vittoria [elettorale di Syriza] viene sentita come un incoraggiamento formidabile a battersi per porre fine a politiche che avvantaggiano i mercati finanziari e sono invece disastrose per le popolazioni.
I nostri grandi mezzi di comunicazione, invece, non fanno che sostenere uno dopo l'altro l'assurda idea per cui l'annullamento del debito greco "costerebbe 600 euro a ogni singolo contribuente francese". Via via che si inaspriscono le trattative tra la Grecia e la trojka, la propaganda va intensificandosi e il nostro lavoro di educazione popolare sul problema del debito pubblico diventerà sempre più decisivo. Le seguenti risposte alle idee indotte sul debito greco vorrebbero fornire un contributo al riguardo.

Idea indotta n.1 - Annullare il debito greco vuol dire 636 euro per ogni francese

Il discorso ufficiale sulla Grecia
«Inaccettabile trasferire il debito greco dal contribuente greco a quello francese» (Michel Sapin, ministro dell'Economia Europe, n.1, 2 febbraio 2015); «una tegola di 735 euro per ogni francese» (Le Figaro, 8 gennaio 2015); 636 euro secondoTF1 (2 febbraio 2015).
Perché è falso?

martedì 17 marzo 2015

Ma che fine ha fatto il Parco della Val d'Agri



Lavoro, ormai è legge della giungla

di Domenico Tambasco

Diciamo la verità: ci eravamo quasi dimenticati, assorti in surreali discussioni sulle “tutele crescenti”, della presentazione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del “Rapporto annuale dell’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale – anno 2014”[1], redatto dalla Direzione Generale per l’Attività Ispettiva. Documento questo di significativa importanza perché, lungi dal costituire il solito sondaggio dalla dubbia attendibilità o per il tipo di campione prescelto o per la natura delle domande rivolte, è al contrario il dettagliato resoconto dell’attività ispettiva svolta sul campo, nel corso dell’intero anno, dalle unità di vigilanza del Ministero del Lavoro, dell’Inps e dell’Inail: è, per intenderci, l’ “analisi del sangue” dello stato del lavoro in Italia nel 2014, anno di entrata in vigore del “Jobs Act” 1.0[2].

lunedì 16 marzo 2015

M5S: " L'Alba di una nuova Europa "

Intervista a Manlio di Stefano a cura di Alessia Lai e Francesca Dessì.

In Italia si parla di Alba, per la prima volta, nelle aule istituzionali. A dieci anni dalla fondazione della Alianza Bolivariana para Pueblos de Nuestra América, il Movimento 5 Stelle ha puntato i riflettori sullo strumento di integrazione che ha cambiato il volto dell'America Latina partendo da un nuovo punto di vista: non più relazioni basate sul modello liberal capitalista ma sui concetti fondamentali di solidarietà e complementarità tra i popoli. Un modello misconosciuto in una Europa che non riesce a prendere in considerazione altri paradigmi che non siano quelli economicisti basati sulla globalizzazione. Un modello che, secondo Alessandro di Battista e Manlio di Stefano (rispettivamente Vicepresidente e capogruppo 5 stelle nella commissione Esteri della Camera), organizzatori dell'incontro, potrebbe essere applicato ai Paesi del sud Europa, i cosiddetti PIGS, vittime dell'adesione della Comunità Europea ai dettami inflessibili del libero mercato e della finanza apolide.
Non a caso l'incontro è stato battezzato "L'Alba di una nuova Europa"e ha posto le basi per una più attiva collaborazione tra le rappresentanze in Italia dei Paesi Alba e il Movimento 5 Stelle, intenzionato a intraprendere un cammino che possa portare a un percorso basato su modelli politici alternativi da tradurre in atti legislativi proposti dal Movimento.



domenica 15 marzo 2015

Berlusconi assolto ma comunque colpevole

di Marco Travaglio, da il Fatto quotidiano, 12 marzo 2015 

Ci risiamo. La sentenza della Cassazione che conferma quella d’appello e assolve definitivamente B. nel processo Ruby dalle accuse di concussione e prostituzione minorile ha scatenato il solito diluvio di cazzate, riassumibili nei titoli degli house organ al seguito: “Il bunga-bunga era una bufala” (Il Giornale), “Silvio assolto, ora chi paga?” (Libero), “Un assurdo processo politico” (Il Foglio). 

Non si accontentano che il padrone l’abbia fatta franca grazie alla legge Severino, o Sederino visto che glielo restituisce bello lindo, roseo e levigato come il culetto di un bambino (la frode fiscale è già passata in cavalleria). Non accendono un cero a Santa Paola. Pretendono pure di farci passare tutti per fessi, forse perché cercano compagnia. Incredibilmente si associa al coro una persona solitamente seria come Michele Emiliano, ex pm, ex sindaco di Bari, ora leader Pd in Puglia e candidato a governatore, che invita addirittura la Boccassini a “scusarsi con B.”. Roba da matti. 

1) Chi paga? Se la domanda riguarda i costi dell’indagine, quella della Procura di Milano sul gigantesco sistema prostitutivo nella villa di Arcore, accertato e confermato dalle condanne in primo grado e in appello per Mora, Minetti e Fede nel processo Ruby-bis, è costata meno di qualunque altra su fatti simili: 65 mila euro (di cui 26 mila per le intercettazioni, come scrive Luigi Ferrarella sul Corriere). Se invece la domanda riguarda il prezzo pagato da B. in termini di discredito (per lui e per l’Italia governata da lui) e di voti persi, chi è causa del suo mal pianga se stesso: se B. non si fosse riempito la casa di mignotte, di cui alcune minorenni, e se poi non avesse telefonato in Questura, abusando del suo potere, per far rilasciare Ruby nelle mani della Minetti e della “collega” Michelle Conceicao per evitare che parlasse, non sarebbe mai stato processato. 

sabato 14 marzo 2015

Titolo V: la fregatura è servita (firmata Renzi)

L’importante, spesso, non è spiegare, ma non far capire. Molte riforme fondamentali passano tra le pieghe di un provvedimento come se fossero marginali. I parlamentari approvano senza nemmeno sapere cosa votano, seguendo le indicazioni del capogruppo mentre i giornalisti ne scrivono senza capire o, ancora meglio, non ne scrivono affatto. Prendiamo la recente riforma costituzionale voluta da Matteo Renzi. I giornali si sono concentrati sugli aspetti più eclatanti come l’abolizione di fatto del Senato e l’aumento delle firme per referendum e iniziative popolari; pochi hanno parlato dell’articolo V della Costituzione, che solo a nominarlo… bah, che noia! Tutti, la settimana scorsa, hanno pubblicato un vademecum sulle riforme. Ecco cosa scrive ad esempio “La Stampa”: «Titolo V. Sono riportate in capo allo Stato alcune competenze come energia, infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto. Su proposta del governo, la Camera potrà approvare leggi nei campi di competenza delle Regioni, “quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale”».

venerdì 13 marzo 2015

Lavoratori spacciati, grazie alla Cgil che si è arresa a Renzi

Prima il grande corteo di Torino, con decine di migliaia di persone che hanno sfidato un tempo inclemente per ribadire il proprio sostegno al movimento No-Tav. Poi la dimostrazione a Roma contro Salvini, «il lepenismo in salsa leghista e Casapound». E infine la prima manifestazione sindacale, a Milano, contro il Jobs Act dal varo dei decreti attuativi, «fatta apposta nella città ove si sperimenta quella schiavitù a tempo determinato che è il lavoro gratis per l’Expo». In tutti questi appuntamenti, ricorda Giorgio Cremaschi, già dirigente Fiom, la Cgil era assente. «È un dato costante di tanti momenti di lotta di questi mesi: la Cgil non vi partecipa». Dopo lo sciopero generale del 12 dicembre, che aveva suscitato una mobilitazione persino inaspettata nel mondo del lavoro, il gruppo dirigente del principale sindacato italiano «è ripiombato nella passività neghittosa che ne aveva caratterizzato tutti i comportamenti precedenti». Così, il mondo del lavoro «continua a precipitare di gradino in gradino, in una caduta che sembra inarrestabile e che ci ha fatto diventare il paese portato ad esempio nella distruzione dei diritti».

giovedì 12 marzo 2015

Milioni di posti di lavoro, alzando il deficit all’8%

Se l’Unione Europea dovesse permettere all’Italia di aumentare il deficit pubblico all’8% in rapporto al Pil, oppure se l’Italia lasciasse l’euro, ritornasse alla lira ed effettuasse in autonomia un aumento del deficit pubblico all’8%, allora il settore privato ritornerebbe immediatamente alla prosperità. I fatturati aumenterebbero e gli imprenditori avrebbero bisogno di assumere gente. A quel punto il problema consisterebbe nel fatto che a nessuno piace assumere persone che siano state disoccupate da troppo tempo e per questo motivo è assolutamente essenziale fornire un’attività di transizione ai disoccupati – i quali sono per definizione ovviamente parte del settore pubblico, visto che se sei disoccupato di sicuro non fai parte del settore privato – al fine di effettuare una transizione dalla disoccupazione all’occupazione attraverso un programma lavorativo ideato a tale scopo e tenendo inoltre conto che in una simile situazione anche il settore privato mostrerebbe un atteggiamento di maggiore disponibilità nell’assumere persone.

mercoledì 11 marzo 2015

In Basilicata Avanti con inceneritori e trivelle: ecco la Basilicata di Pittella


Giornata di amarissime conferme quella di martedì 10 marzo in consiglio regionale. Traditi tutti i lucani che credono in una Basilicata diversa, improntata alla salvaguardia del territorio, attenta alla salute dei cittadini e alla valorizzazione dell’enorme patrimonio agricolo, ambientale ed enogastronomico lucano. Bugiardi seriali e dubbi personaggi piegati a interessi diversi da quelli pubblici, ieri hanno dato il “via libera” alla razzia delle risorse della nostra terra. Il governatore Pittella (condannato dalla Corte dei Conti a risarcire € 6.300,00 di soldi pubblici spesi allegramente) in tandem con l’assessore all’ambiente Aldo Berlinguer, nel corso di una conferenza stampa, hanno sbandierato una presunta “operazione verità” sulle ricadute sanitarie e ambientali delle estrazioni petrolifere. Pittella ricorre a “slides” sommarie e generiche per tentare goffamente di nascondere la polvere (inquinante) sotto il tappeto: nessun riferimento alle sempre più frequenti “anomalie” nel Centro Oli di Viggiano; nessun cenno al divieto di utilizzo delle acque per qualsiasi scopo imposto dall’ordinanza sindacale del Comune di Corleto Perticara. Insomma, totale “black out” informativo sui veleni che l’oro nero disseminerebbe sul territorio e nelle falde acquifere.

La rottamazione della democrazia

di Domenico Gallo

“Per liquidare i popoli si comincia con il privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra storia. Dopo di che il popolo s’incomincia lentamente a dimenticare quello che è e quello che è stato. E il mondo intorno a lui lo dimentica ancora più in fretta!”.

Queste parole dello scrittore ceco Milan Kundera si attagliano in modo particolare al nostro Paese, dove da oltre 20 anni è in corso un processo di liquidazione della memoria che in questo tempo contorto si è trasformato in un vero e proprio uragano e si appresta a cogliere la sua vittoria definitiva attraverso una incisiva controriforma della democrazia costituzionale attuata mediante l'interazione fra la riforma elettorale e la revisione della Costituzione.

martedì 10 marzo 2015

Salvini: il Populismo funzionale al Sistema e asservito al Potere

DI ROSANNA SPADINI
comedonchisciotte.org

Populismo, questo sconosciuto!! A ognuno il suo populismo. Ingombra l’inconscio collettivo delle folle irrequiete, gratifica le loro sollecitazioni di benefici umanitari, illude le loro nostalgie democratiche, rassicura le loro ansie metropolitane. Insomma non lo si nega a nessuno, soprattutto nel tempo malsano e degradato  dell’egemonia dei banksters, dove la democrazia appare sempre più agonizzante e i Parlamenti degli Stati europei si sono svuotati di potere politico rappresentativo.



Il populismo infatti ha assunto diverse facce nell’arco della storia, e mistificando i propri fini e i propri interessi, ha comunque seminato bufale a volontà, camuffando i veri intenti con i falsi ideali proposti e i discorsi retorici ad effetto. Screditato poi, dopo l’ipocrisia del passato fascista, il populismo sta riconquistando terreno presso  l’opinione pubblica, disorientata dalla ridondanza di significati privi di alcun senso, mentre i partiti esistenti facilitano questo revisionismo, perché non avendo veri programmi si sono trasformati solo e unicamente  in  dispositivi elettorali per vincere le elezioni: il loro paradigma dovrebbe essere “overcoming” invece di “planning”.

lunedì 9 marzo 2015

Tra una fumata e l'altra del Centro Oli, ci stiamo ammalando lentamente
















di Eugenio Bonanata


Il racconto di Cristina, che vive a due passi dall'impianto di trattamento dell'Eni



“Un volta la colpa è del black out, un'altra volta del temporale, un'altra volta ancora sono le procedure di sicurezza”. Si finisce col non credere più alle continue giustificazioni addotte dall'Eni. L'ultima fumata, dal Centro Oli di Viggiano, solo sabato scorso.

Cristina, che abita a pochi passi da lì, a contrada Vigne, ha avvertito un “fortissimo odore di zolfo” e ha subito allertato l'assessore regionale all'Ambiente Berlinguer. “Ero in casa con i miei figli e tra il cattivo tempo e quell'odore che ti penetrava nelle narici, è stato terribile”, afferma Cristina. Solo nell'ultimo anno sono state una decina le fumate anomale provenienti dal Centro Oli, il famigerato impianto dove avviene un primo trattamento del greggio estratto in val d'Agri: 85mila barili al giorno che tra qualche anno potrebbero passare a 129mila, secondo i piani dell'Eni.