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domenica 25 giugno 2017

Banche popolari venete, un finto cavaliere bianco per mascherare il salvataggio con soldi pubblici


Intesa Sanpaolo non intende metterci più di un euro. E senza farsi carico degli esuberi e delle altre grane, di cui dovrà occuparsi una bad bank. Il conto lo pagherebbero gli azionisti, gli obbligazionisti subordinati e lo Stato. Il tutto a patto che Commissione Ue e Bce diano il via libera. Altrimenti la risoluzione tornerebbe di attualità

di Paolo Fior


“Facciamo come la Spagna, ma con i soldi dei contribuenti”. Si potrebbe sintetizzare così, con una battuta, l’ultima uscita sulle banche venete per le quali non si parla ormai più né di ricapitalizzazione preventiva, né di “soluzione di sistema”, ma solo di un semplice tentativo di salvare la faccia facendo finta che un cavaliere bianco ci sia davvero – Intesa Sanpaolo – mentre a mettere i soldi per coprire i buchi saranno i cittadini.




La tragedia di Popolare Vicenza e Veneto Banca rischia dunque di trasformarsi in farsa, anzi in una mascherata carnevalesca in cui Ca’ de Sass veste i panni del Santander, e i contribuenti quelli di Pantalone mentre il governo incrocia le dita e spera che lassù a Bruxelles qualcuno si muova a pietà e faccia passare un “bail out” (cioè un salvataggio con denaro pubblico) travestito da qualcos’altro.

Fantomatiche Epidemie e Sciacallaggio di Stato

di EMANUELA LORENZI

Radio e giornali continueranno a parlare di democrazia e di libertà, ma quelle due parole non avranno più senso. Intanto l’oligarchia al potere, con la sua addestratissima élite di soldati, poliziotti, fabbricanti del pensiero e manipolatori del cervello, manderà avanti lo spettacolo a suo piacere.

(Aldous Huxley Brave New World Rivisited, 1958)

La vedete la cornice?

CHI E’ L’UNTORE?

Evitare il contatto con i bambini che sono stati vaccinati di recente [1]



Washington, DC, 3 marzo 2015 – I medici e i funzionari della sanità pubblica sono a conoscenza che gli individui vaccinati di recente possono diffondere la malattia e che il contatto con le persone immunodepresse può essere molto pericoloso.

sabato 24 giugno 2017

Stefano Rodotà, ci lascia il galantuomo che poteva essere Presidente.

Dal "riformismo militante" nell'area di sinistra (ma contro l'asfissiante sistema dei partiti di massa) alla battaglia per il No al referendum di Renzi. Il giurista, che nel 2013 sfiorò l'elezione al Quirinale ha usato gli studi da giurista per fare politica, nelle piazze e nei Palazzi. Laico, libertario, di sinistra. Con un'idea fissa in testa: il diritto di avere diritti. Cioè che nessuno si debba sentire meno cittadino di altri

di Davide Turrini

I principi della Costituzione non si toccano. Se si dovessero riassumere gli ultimi anni di pensiero e azione di Stefano Rodotà, si dovrebbe partire dalla presa di posizione per il No al referendum costituzionale voluto da Matteo Renzi. Di sinistra, laico, libertario, il giurista che non ha mai mollato la 

politica, protagonista di mille battaglie per l’estensione dei diritti dei cittadini, Rodotà è morto a Roma. Aveva 84 anni, lascia la moglie Carla e due figli, tra questi Maria Laura, giornalista del Corriere.




Calabrese, originario di un famiglia albanese della comunità arbëreshë del Cosentino, è stato anche per alcuni giorni, dal 18 al 20 aprile 2013, “il Presidente”. 

venerdì 23 giugno 2017

Expo, il Sindaco Sala, a Milano, indagato anche per turbativa d’asta

La contestazione si aggiunge al falso nell'indagine per la realizzazione della Piastra. Il primo cittadino: "Profonda amarezza, ma lavoro con la massima dedizione"

di
Luigi Franco

Non più solo il falso. Ma anche la turbativa d’asta. La situazione giudiziaria di Giuseppe Sala si complica, visto che la procura generale ha aggiunto un’ipotesi di reato nelle indagini su Expo a carico dell’attuale sindaco di Milano, che proprio in questi giorni si avviano verso la chiusura con la probabile richiesta di rinvio a giudizio.






Al centro delle verifiche dei magistrati – come scrive il Corriere della Sera – è finita una fornitura di 6mila alberi compresa nel principale appalto dell’esposizione, quello da 272 milioni di prezzo base per la realizzazione della piastra.

Il CETA verso l'approvazione in Senato. Il silenzio assordante sul trattato che seppellirà la Democrazia

"Tutti dicono di voler cambiare i trattati dopo, ma pochi cercano di fermarli prima."


di Giorgio Cremaschi

Il degrado della nostra democrazia è ben rappresentato dal fatto che uno scontro megalattico stia accompagnando la discussione su una legge all'acqua di rose sullo ius soli, mentre il senato si prepara ad approvare nel silenzio generale il famigerato trattato CETA.

Il trattato è quello stipulato tra Unione Europea e Canadà e serve a far passare liberamente la globalizzazione più selvaggia e distruttiva, travolgendo le poche regole rimaste a difesa dei lavoratori, dei consumatori, dei cittadini.




Il succo del trattato è il via libera ai prodotti, ai servizi e alle attività delle grandi multinazionali, secondo le regole loro e del paese più disponibile verso di esse. E se qualche stato dovesse decidere di opporsi in nome delle proprie leggi su lavoro, salute e ambiente, le multinazionali potrebbero citarlo in giudizio in un arbitrato, gestito a condizioni, per esse, di favore.

giovedì 22 giugno 2017

Mario Giordano: ‘Il gioco dell’estate: dagli alla Raggi", per nascondere CONSIP


Svelata l’ennesima trappola mediatica: il compito dei fake media asserviti al regime è infangare Virginia Raggi per nascondere lo scandalo Consip e i fallimenti del governo Gentiloni.
Il giornalista Mario Giordano ha scritto un bellissimo articolo smaschera i criminali dell’informazione e i loro padroni. Ne riportiamo una parte di seguito e vi invitiamo a leggerlo tutto e condividerlo:


“Dagli alla Raggi. La moda estate 2017 presenta il nuovo gioco di società, per altro ispirato ad un medesimo gioco invernale. Molto in voga sulle terrazze, nei salotti chic e soprattutto nelle redazioni giornalistiche consiste in questo: si prende il sindaco di Roma e le si fa un mazzo tanto.




Ma proprio tanto. A prescindere. E soprattutto senza alcun senso della proporzione. C’ è un topo in un parco giochi? Roma è invasa. C’ è un gabbiano che mal scagazza? Roma è sotto assedio. L’ immondizia?

Una strage di Stato, di Mercato e di Classe

di Giorgio Cremaschi

I probabili cento morti bruciati vivi nella Grenfell Tower di Londra non stanno suscitando lo scandalo che meriterebbe un strage criminale di tali proporzioni. Forse perché si pensa che la Gran Bretagna sia uno dei paesi più avanzati del mondo e non si riesce a concepire lì un massacro che fa venire in mente quello di Dacca, in Bangladesh, dove centinaia di operai furono travolti dal crollo di un palazzo privo di qualsiasi sicurezza, ove lavoravano per multinazionali come Benetton.




Immaginate se una simile tragedia fosse avvenuta a Roma o Napoli, immaginate cosa avrebbe detto e scritto il palazzo sui guasti storici, sulle arretratezze, sul ritardo dell'Italia. Invece su Londra tutto tace, a parte il doveroso ricordo delle vittime.

L'Europa chiede, l'Italia esegue

La manovra di bilancio di Aprile scorso, avviata come decreto, diventa legge in seguito alla sua approvazione al Senato. In soli due mesi è riuscita a superare tutto l’iter parlamentare per diventare legge effettiva alla velocità della luce.


di Flaminia Camilletti

Le richieste europee arrivate a Gennaio scorso da Bruxelles consistevano nella correzione di 3,4 miliardi per aggiustare i conti pubblici. La manovrina, così l’hanno chiamata, quasi a renderla innocua, vale lo 0,2% del Prodotto interno lordo. L’esecutivo italiano ricevette a inizio anno un vero e proprio ultimatum dalla Commissione europea che subito minacciò di avviare una procedura d’infrazione per deficit eccessivo a carico dell’Italia.





Questo a causa del mancato rispetto della regola sul debito, che, secondo le stime di Bruxelles, senza interventi avrebbe raggiunto il 2,4 % del Pil, superando di due decimale il target concordato a Bratislava ovvero il limite che la Commissione considera come tetto massimo.