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giovedì 19 ottobre 2017

Purché non ci allontaniate dalle casse pubbliche.

di Maurizio Blondet

L’oligarchia burocratica sente il bisogno di una “nuova narrativa”. Ha cominciato nel 2013 l’allora presidente della Commissione Europea, Barroso: “Dobbiamo continuare il racconto, continuare a [essere noi a] scrivere il libro del presente e dell’avvenire. Ecco perché occorre una nuova narrativa all’Europa”, ed ha esortato “artisti, ricercatori e intellettuali” a pensare a un nuovo racconto.


 

Donald Tusk con la Merkel a fianco, l’agosto 2016, ha fatto appello ai 27 governi: riuniamoci a Bratislava per metterci d’accordo su una nuova narrativa. Anche Macron, nel marzo 2017, ha incitato alla creazione di un “racconto nazionale”, una “storia evocatrice”, da distinguere dalla storia vera e propria: “Ciò che importa, nella storia, è che ci sia sì questa parte di ermeneutica, ma che non giunga a decostruire questo rapporto” con il gran racconto della Francia in Europa.

mercoledì 18 ottobre 2017

VISCO E’ COLPEVOLE MA CHE SIA RENZI A VOLERNE LE DIMISSIONI E’ RIDICOLO

di Fabio Lugano

Cari amici

ieri il PD ha rotto una consuetudine istituzionale riguardante la nomina del governatore di Banca d’Italia. Con una mozione approvata a larga maggioranza si pone in luce come il governo , nella nomina del prossimo governatore debba:

« adottare ogni iniziativa utile a rafforzare l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario ai fini della tutela del risparmio e della promozione di un maggiore clima di fiducia dei cittadini, individuando a tal fine, nell’ambito delle proprie prerogative, la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell’Istituto»




Una frase che dà per scontato che l’attuale governatore Visco non abbia operato in questo senso.

martedì 17 ottobre 2017

Nel silenzio dei media il Sistema Italia sta implodendo


di Mitt Dolcino

Avete notato i media recentemente? Tra fake news ed argomenti quattrostagioni tirati fuori dal cassetto alla bisogna stanno raggiungendo il parossismo dell’indecenza: non si informa più la gente, non si evidenziano più gli argomenti importanti, men che meno i problemi. Si cerca solo di fare una cosa, solo una: tenere calma la gente, non facendole capire che sta andando letteralmente in rovina.



L’ho già spiegato più e più volte, tra crisi (che i media hanno contribuito a rendere più pesante e profonda, non fosse per l’avallo della nefasta austerità) ed interessi delle elites locali, che poi sono gli stessi editori, oggi il gioco è quello di fregare il prossimo. Leggasi, visto che dette elites hanno avuto la possibilità di delocalizzare le proprie aziende, di pagare le tasse all’estero (vedasi FCA, ma non è l’unica), oltre a pagare meno di i dipendenti (Job Act etc.), dopo aver fatto guadagni fenomenali in borsa, alla fine lasciano un buco di gettito. Che deve essere colmato dagli italiani, dalla gente.

lunedì 16 ottobre 2017

I veri dati dell'Italia su occupazione ed economia sono impietosi

Al di là della retorica del governo Pd in Italia, i veri dati su occupazione ed economia sono impietosi, specialmente quando vengono messi a confronto con quelli del resto d’Europa.

L’Italia mostra alcuni segnali di ripresa, ma non ha ancora recuperato il terreno perduto dal 2008 ne’ per il pil ne’ per l’occupazione. Questa e’ la sintesi dell’approfondito studio della Ces (Confederazione Europea Sindacati) e dell’Etui (European Trade Unione Institute).





Questa debolezza dell’Italia non rispecchia la situazione della Ue: nel periodo 2008-2016 l’intera Ue ha registrato un aumento del Pil di 4,8 punti, anche se le persone occupate sono scese nello stesso periodo nell’intera Europa di 180mila unita’.

domenica 15 ottobre 2017

Legge Elettorale: Freghiamoli Così

di Marco Travaglio, IlFattoQuotidiano

Daniele Luttazzi, ai tempi di B., coniò un’immagine che rendeva bene l’idea: il “golpe al rallentatore”. Se alziamo lo sguardo e ripercorriamo la storia di quest’ultima legislatura, proprio questo vediamo: un golpe al rallentatore. Dove però B. non c’entra se non di straforo: i veri golpisti sono tutti targati Pd.





Il Parlamento dei nominati con una maggioranza estrogenata da una legge elettorale poi dichiarata illegittima, che dunque è una minoranza, si è permesso di fare cose mai viste neppure ai tempi di B.: rieleggere il capo dello Stato per cacciare all’opposizione l’unica forza politica che ha vinto le elezioni (i 5Stelle) e mandare al governo chi le ha perse;

sabato 14 ottobre 2017

GRAZIE AGLI STUDENTI, IN LOTTA PER TUTTI CONTRO IL LAVORO GRATIS

di Giorgio Cremaschi

Non dobbiamo solo sostenere, dobbiamo ringraziare le decine di migliaia di studenti scesi in piazza oggi contro l'alternanza scuola lavoro. Finalmente in tante città italiane i giovani hanno manifestato contro quella infamia medioevale che è il lavoro gratuito. Infamia che diventa doppia se di essa si fa portatrice la scuola pubblica. Chiamati in lotta dalla UDS e da tanti collettivi, gli studenti hanno mostrato che la cosiddetta educazione al lavoro è in realtà ammaestramento alla prestazione servile.





Che, dopo l'alternanza, prosegue nei tirocini e negli stage gratuiti, il tutto nel nome del principio: se sarai schiavo oggi forse sarai un lavoratore domani.

Siamo dalla parte dell’1% o del 99% della Popolazione?

di FABIO CONDITI, comedonchisciotte.org

La modifica “last minute” della legge elettorale è un buon indicatore per capire chi sta dalla parte dell’1% o del 99%. Quando quasi tutti i partiti “tradizionali”, si trovano improvvisamente d’accordo nel modificare la legge elettorale in prossimità della fine della legislatura, viene il sospetto che ci siano degli interessi molto forti in gioco.
Non entro nel merito della nuova legge elettorale che è palesemente contro la rappresentanza democratica e la possibilità di scelta dei candidati.



Tralascio il fatto pur grave, che vogliono modificare una legge in vigore che, essendo scaturita dalla sentenza della Consulta, è l’unica sicuramente corretta dal punto di vista Costituzionale. 

venerdì 13 ottobre 2017

Menti e Fotti

di Marco Travaglio

Più il Fascistellum avanza alla Camera come la legge Acerbo del Duce, a colpi di fiducia, più cresce la curiosità dei cittadini di sapere cosa nasconde.
E più si allunga la coda di paglia degli autori della solennissima porcata (Pd, FI, Lega, Ap), costretti a giustificare i parlamentari nominati, il voto congiunto, le 6 pluricandidature, le finte coalizioni uninominali, i capi-partito pregiudicati e la norma salva-impresentabili (o salva-Verdini).





Due alternative: dire la verità e finire lapidati in piazza; o mentire, sperando che gli elettori se ne accorgano il più tardi possibile. Naturalmente prevale la seconda opzione. Ieri il Pd diffonde uno schemino per dimostrare che “la legge elettorale è oggettivamente migliore” del Porcellum “perché rimette al centro i collegi, i territori, le scelte dei cittadini”. Balle.

IL POTERE IN ITALIA: TOTALITARISMO DELL’INCOMPETENZA

di Maurizio Blondet

Non voglio rinvangare la vicenda ILVA, sarebbe lungo e noioso. Cito un articolo qualunque, chiarissimo:

“..Aver fatto saltare il banco dell’accordo con Arcelor Mittal, perché l’azienda vuole tagliare 4.000 posti e riassumere gli altri dipendenti senza riconoscere il pregresso di anzianità e quant’altro, all’apparenza è un gesto di forza, a tutela dei lavoratori. Invece, appunto, è solo apparenza”, o malafede.



Infatti, i casi sono due:

“O il governo non si è preoccupato di seguire la gestazione del piano industriale della futura Ilva e si è trovato spiazzato quando è spuntato in tutta la sua dirompenza”. Oppure “il governo sapeva e ha sottovalutato le reazioni dei lavoratori, e scientemente abbia voluto che si scatenasse la bufera per poi far vedere la propria vicinanza ai lavoratori”.

giovedì 12 ottobre 2017

Legge elettorale, un obbrobrio chiamato Rosatellum

di Andrea Scanzi, il Fatto Quotidiano

Il Rosatellum Bis, che fa già schifo a partire dal nome, non garantisce governabilità: garantisce il renzusconismo. E’ un obbrobrio antidemocratico che riciccia, e riverbera, le immani brutture di Porcellum e Italicum. Nominati, pluricandidature. Ha uno sbarramento finto al 3%, aggirabile col giochino delle liste civetta (tipo il movimento della Brambilla, ma pure la sbroscia pavida di Pisapia, convinto di spostare il 20% quando al massimo sposterà stocazzo).




Aiuta anzitutto Silvio Berlusconi, e quindi va benissimo a Matteo Renzi. La sola idea di partorire una legge elettorale a pochi mesi dal voto non condivisa da tutti è una carognata, avallata ovviamente da Gentiloni e autorizzata dalla Sfinge quirinalica.