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giovedì 22 febbraio 2018

Il Vessillo della Paura per tenere insieme un Esercito Obbediente ed Assoggettato

di Anna Lombroso

Con paterna comprensione e benevola indulgenza autorevoli esponenti del governo impegnati nella campagna elettorale – la prima che ha individuato nel populismo il nemico pubblico n.1 – hanno deciso di usare le stesse armi dei diversamente antagonisti coi quali sono pronti a stringere i patti più scellerato, prestando la loro voce a quelli che pensano essere i moti dell’anima o meglio della pancia degli italiani, e dunque alla paura, il male di un secolo già troppo lungo. Mostrando così di dismettere insieme ad ogni legame ideale con la “sinistra” anche i suoi caratteri, a cominciare da quella spocchia dettata da un’antica pretesa di superiorità che derubricava a ignava e irrazionale inciviltà le reazioni di fronte a rom e immigrato dei marginali delle periferie, gli unici peraltro che i profughi li vedono e frequentano a differenza di chi sta ai Parioli o a Via del Vivaio, diventati bacini elettorali del Pd, che richiamava a dovere cristiano e imperativo morale un’accoglienza ridotta a dovere e monopolio esclusivo dei poveracci come di Ostia e non certo di Capalbio, che irride la preoccupazione per la concorrenza sleale, che non riguarda, è vero, chi aspirerebbe a raccogliere pomodori e frutta a Rosarno, ma invece costi e spese occidentali a fronte di salari orientali, come è naturale che pensino quelli che ritengono Clinton meglio di Trump in quanto donna e più moderna e composta anche nelle malefatte, o che sono convinti che la Brexit sia un gesto di irragionevole e insana perversione sciovinista.





E infine che lo scontento sia una colpa da castigare quando affligge – meritatamente – ceti inferiori che hanno ricevuto troppo e dunque condannati geneticamente al sacrificio e alla privazione, mentre sarebbe una elegante patologia da sanare con sedute psicoanalitiche se colpisce i toccati dal privilegio e dal blasone, come certe malattie dinastiche di monarchi troppo sensibili.

mercoledì 21 febbraio 2018

"LICENZIATI", QUESTO PRODUCE L'OBIETTIVO “PIU’ EUROPA”

di Maurizio Blondet

I 500 licenziati della Embraco: che dolore, che sorpresa. Calenda si infuria in favore di telecamere: “Gentaglia!” (i padroni brasiliani), si precipita “a Bruxelles”, lui “non molla”, lui “chiede la verifica antitrust” contro la Slovacchia. “La UE intervenga”. Si muovono i sindacati, state sicuri; si muove il ministro Delrio che ha a cuore tutti gli immigrati, e quindi anche voi. Massimo Gramellini ha sparso le sue avare lacrime su di voi. Tutti i media sono dalla vostra parte. Per un giorno o due. Perché secondo i patti dovevano gettarvi sul lastrico “dopo” il 4 marzo, non prima.





Perché è ora che lo comprendiate, voi che “non vi occupate di politica”, che siete “a favore della UE”, che avete paura che chissà cosa succederà “se usciamo dall’euro” : siete i licenziati dalla politica europea, e dell’europeismo del governo PD.

martedì 20 febbraio 2018

Grazie alla Complicità di una parte degli Italiani, il 4 Marzo PD e Forza Italia potrebbero regalarci il CAOS Politico

di Marco Travaglio

"Lo sanno tutti, perché chi comanda nell’ombra ha già deciso così, ma nessuno lo dice: la sera del 4 marzo i maggiori partiti che hanno sgovernato l’Italia negli ultimi 24 anni, cioè FI, Pd e i centrini loro alleati rinnegheranno le solenni promesse “larghe intese mai” e daranno vita (si fa per dire) a un governo di larghe intese guidato da Paolo Gentiloni, noto frequentatore di se stesso. Che però, verosimilmente, non avrà la maggioranza né alla Camera né al Senato. Quindi si provvederà a ingaggiare l’ala maroniana della Lega (in cambio di un ministero a Maroni, che ha appositamente rinunciato al bis di governatore in Lombardia) e ad acquistare i 5 o 6 eletti nei 5Stelle espulsi per storie di massoneria o di mancate donazioni dai propri stipendi (che, da putribondi figuri in campagna elettorale, diventeranno insigni statisti “responsabili” e “moderati” per il governissimo che fa benissimo).





Si spiegano così due fatti accaduti domenica: l’assenza di B. e Salvini alla manifestazione anti-inciucio indetta da Giorgia Meloni; e la risposta di Renzi a Massimo Giletti sulle larghe intese: “Nessuna alleanza con gli estremisti”, cioè “con i 5Stelle e con un centrodestra a trazione leghista”.

Ma PERCHE' votiamo per i nostri Padroni?

di FABIO CONDITI

Perché votiamo per i nostri padroni ? O meglio, perchè votiamo i politici che fanno sempre gli interessi dei nostri padroni ?

Gli schiavi votano sempre per il loro padrone, perché sperano sia magnanimo. Solo che una volta, per rendere gli esseri umani schiavi, bisognava incatenarli e bastonarli fisicamente.

Oggi basta ricordarci che c’è un debito pubblico enorme e che lo dobbiamo ripagare. Così accettiamo qualsiasi sacrificio senza protestare. E seguitiamo a votare per chi ha creato e difende un sistema basato proprio sul debito.



Siamo schiavi volontari, senza bisogno di essere incatenati, né bastonati.

lunedì 19 febbraio 2018

Troppo impegnati a parlare dei Rimborsi dei 5 Stelle.

di ROSANNA SPADINI

Quale etica in un mondo privo di etica? La visione di Max Weber che esaltava l’origine calvinista del capitalismo oggi non riesce più a descrivere la realtà sociale che abbiamo sotto gli occhi. Le scorpacciate politico finanziarie ci offrono quotidianamente uno spettacolo ben diverso dalla frugale etica calvinista degli imprenditori che Weber aveva descritto. Nel dilagare di vizi privati e pubbliche virtù, si polverizzano pace, salute e benessere sociale.





Nelle sue opere successive a «L’Etica protestante e lo spirito del capitalismo», Weber oltre alla morale indicò tra gli ingredienti essenziali per il buon funzionamento della società lo Stato di diritto, cioè un sistema di leggi certe e affidabili e una burocrazia statale efficiente per applicarle. Un sano capitalismo non potrebbe fiorire in società dove c’è troppa differenza tra «insider» e «outsider».

domenica 18 febbraio 2018

Nicola Mancino e i politici delle stragi del '92-'93

di Giorgio Bongiovanni

Ci incamminiamo verso la fine del processo trattativa Stato-mafia e già, dopo la requisitoria della pubblica accusa, possiamo ricavare uno spaccato storico sul ruolo giocato da una parte della politica nel periodo delle stragi '92-'93, al di là della sentenza e del giudizio sui singoli imputati.
Infatti appare ormai evidente che diversi politici in carica e alti ufficiali delle forze dell'ordine abbiamo palesemente omesso delle verità su quel periodo, a volte mentendo, altre volte “non ricordando”.




Fra questi ci sarebbe l'ex ministro dell'Interno ed ex presidente del Senato Nicola Mancino, accusato di falsa testimonianza perché, secondo i pm, mentì nel confronto con Claudio Martelli al processo sulla mancata cattura di Provenzano, quando disse che l’ex guardasigilli non gli aveva mai parlato di incontri tra Mario Mori e l’ex sindaco mafioso, Vito Ciancimino.

La politica sta diventando il club privé di una élite trasversale di Privilegiati

di Alessandro Montanari

Io credo nel popolo italiano. E' un popolo generoso, laborioso.
Non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il Paradiso in terra.
Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo.

Sandro Pertini,

messaggio di fine anno agli italiani del 1981


L'ho pensato. Sì, proprio io che amo disperatamente questo Paese, ho pensato che fosse arrivato il momento di farlo: prendere armi e bagagli, sbattere la porta e andarmene via. Come i 285mila italiani che nel 2016 sono emigrati all'estero, lasciandosi dietro un buco grande e triste come l'intera città di Venezia improvvisamente svuotata di ciascuno dei suoi abitanti. Invece no, non lo farò e ancora una volta griderò la mia protesta contro questa politica capovolta che offende chi dovrebbe difendere.



Nell'ansia di contrastare il “ribellismo populista del Movimento5Stelle”, e non potendo rimproverare nulla al ribellismo populista del suo alleato leghista, Silvio Berlusconi ha detto una cosa che mi ha davvero ferito, umiliandomi come lavoratore, come uomo e come cittadino.

sabato 17 febbraio 2018

Ci stanno portando verso la Sanità PRIVATA accessibile a pochi

Enti e associazioni lanciano l'allarme per una sanità nazionale sempre più al collasso. Ecco i motivi – privati – di una scelta – pubblica – scellerata.

di Guido Rossi 

«Ci siamo illusi che la gente si rassegnasse a un welfare smontato a piccole dosi, un ticket in più, un asilo in meno, una coda più lunga… Ma alla fine la mancanza di tutele nel bisogno scatena un fortissimo senso di ingiustizia e paura che porta verso forze capaci di predicare un generico cambiamento radicale». Così Romano Prodi rispondeva quasi un anno fa in un’intervista su Repubblica. Un’indiretta ammissione di colpa di una classe politica che, per scelte thatcheriane, ha tagliato e continua a tagliare i fondi di un servizio essenziale come quello sanitario, che oggi sta trasformandosi sempre più in privato.




Ma vediamo qualche dato. Secondo la Federazione italiana dei medici di medicina generale già nei prossimi 5 anni 14 milioni di cittadini potrebbero rimanere senza medico di famiglia. Motivo? Andranno in pensione più di 45mila dottori del Servizio sanitario nazionale (SSN) senza che sia stata definita una politica di assunzioni per controbilanciare il “buco”.

venerdì 16 febbraio 2018

Crisi, colpa nostra? Bifarini: "dai Media, soltanto Fake News"

Se tutti pagassero le tasse in 18 anni si potrebbe sanare il debito pubblico? Ridicolo. A parte il fatto che il debito pubblico non va “sanato”, perché lo Stato non è una famiglia né un’azienda, in realtà non esiste nessuna relazione significativa tra il livello di evasione e il debito di un paese. Anzi, al contrario: se osserviamo Giappone e Stati Uniti, che hanno il più alto debito pubblico al mondo, notiamo che in questi paesi il livello di evasione è bassissimo.




Parola di Ilaria Bifarini, “bocconiana redenta” intervistata dal “Giornale” sulle più ricorrenti “bufale”, spacciate di media, in materia di economia.

giovedì 15 febbraio 2018

Il Gasparri di Renzi

di Marco Travaglio

"Confesso che Matteo Richetti mi sta simpatico. Quando lo incontravo nei dibattiti televisivi, mi era sempre sembrato uno dei pochissimi renziani raziocinanti, cioè pensanti con la propria testa e non con quella del Matteo Maior (si fa per dire). Il quale infatti lo aveva “posato” per diversi anni perché non gli leccava i piedi a sufficienza. L’aveva addirittura silurato come candidato a governatore dell’Emilia Romagna con la scusa dell’indagine per la Rimborsopoli emiliana: e che fosse una scusa lo dimostrò il fatto che fu candidato Stefano Bonaccini, pure lui indagato nella stessa inchiesta.





Poi furono archiviati entrambi, ma Bonaccini troneggia da quattro anni col suo mento volitivo alla guida della Regione Emilia-Romagna, mentre Richetti restò in purgatorio fino alla vigilia del referendum costituzionale del 2016, quando l’altro Matteo lo riesumò dalla quarantena per esibirlo last minute a recuperare il terreno perduto. Invano.